AREE DI ATTIVITÀ

IL DOTTOR UMBERTO TRECROCI É UN CARDIOLOGO SPECIALISTA CHE OPERA NEI SEGUENTI AMBITI:

CARDIOLOGIA

Per fare bene prevenzione cardiovascolare bisogna prima di tutto identificare i soggetti ad alto rischio cardiovascolare.
Ma come si definiscono esattamente queste persone?
Sono coloro che hanno avuto un evento cardiovascolare come angina, ictus, infarto, angioplastica. Ancora, chi è o stato soggetto a malattie come il diabete, insufficienza renale o una aterosclerosi periferica.
Questi pazienti dovranno quindi essere trattati con una terapia medica tradizionale.
Per i soggetti sani o asintomatici, invece, può cominciare un approccio diverso, ovvero: si devono analizzare i classici fattori di rischio cardiovascolare; si devono ricercare i primi segni di danno nelle arterie.

Spesso il primo danno rilevabile è l’ispessimento delle pareti carotidee; si prosegue anche con la ricerca, con ecodoppler, delle placche aterosclerotiche nelle carotidi, nell’aorta e nelle arterie femorali; si deve escludere la presenza di numerose malattie autoimmuni o infiammatorie come la colite cronica, le artriti, la psoriasi, la bronchite cronica ed altre. Tutte queste condizioni implicano infatti un aumento del rischio cardiovascolare.
Solo a questo punto lo specialista può sapere se si trova davanti ad un paziente ad alto rischio cardiovascolare e potrà quindi definire l’entità del suo intervento, che potrà misurarsi in semplici variazioni dello stile di vita fino ad un trattamento farmacologico importante e continuativo.

La visita specialistica di prevenzione cardiovascolare è costituita da:

  • Esame obiettivo
  • Anamnesi
  • Elettrocardiogramma
  • Ecodoppler cardiologico
  • Ecodoppler dei tronchi sopraortici
  • Ecodoppler dell’aorta addominale
  • Ecodoppler delle arterie renali
  • Ecodoppler delle arterie femorali

Se ritenuto necessario, la visita verrà completata con:

  • Misura dell’indice braccio-caviglia
  • Studio della pulsatilità arteriosa, della funzione endoteliale e del microcircolo
  • Test da sforzo

Tali esami non sono invasivi, sono privi di radiazioni ionizzanti, rapidi, ripetibili e possiedono un grande valore diagnostico e prognostico che, se eseguiti al di fuori di questa struttura, richiederebbero l’intervento di almeno tre specialisti diversi.

Se il paziente risulterà a basso rischio cardiovascolare il nostro intervento non sarà necessario.
Se emergerà un rischio cardiovascolare significativamente alto, ovvero un rischio di eventi maggiore del 10% a dieci anni, ovvero pari ad un rischio maggiore dell’1% all’anno, verranno impostati cambiame
nti dello stile di vita e terapie farmacologiche allo scopo di ridurre tale rischio.

Tutto ciò che occorre produrre sono gli esami di laboratorio, non più vecchi di sei mesi, che includono:

  • Colesterolo totale
  • Colesterolo HDL
  • Trigliceridi
  • Glicemia
  • Uricemia
  • Creatinina
  • Esame completo di urine
  • Emocromo completo
  • GOT – GPT – CPK
  • PCR
  • Vitamina D
  • Elettroliti plasmatici

MEDICINA FISIOLOGICA DI REGOLAZIONE E LOW DOSE MEDICINE

Non basta prevedere la malattia, occorre insegnare la salute per conservarla».
Lo diceva già Ippocrate 25 secoli fa.
La medicina moderna, purtroppo, ha questo atteggiamento prevalente: curare i sintomi e lasciare inalterato il meccanismo fisiopatologico fondamentale che caratterizza l’essere umano e qualsiasi tipo di malattia. Per esempio in campo cardiologico l’infarto con l’angioplastica primaria, consente un pronto recupero in una patologia che solo 20 anni orsono necessitava di una lunga convalescenza.
Però quando si tratta poi di gestire la malattia nella sua fase cronica incontra delle grosse difficoltà Inoltre, a fronte dei grandi progressi registrati nel passato, fatica a dare una risposta soddisfacente non solo in ambito cardiologico ma anche a molte malattie croniche tra cui la sindrome allergia, le malattie reumatiche, la psoriasi e le sindromi autoimmuni come il Morbo di Crohn e la colite ulcerosa.

Negli ultimi anni è avvenuta una svolta epocale che ha aperto nuovi orizzonti nella cura delle patologie croniche, fornendo una speranza di cura alternativa: è nata la Medicina Fisiologica di Regolazione (M.F.R.), definita in inglese P.R.M. (Physiologic Regulation Medicine).
ll nostro organismo è composto da ben 40 mila miliardi di cellule che non possono vivere ognuna per se’, ma  ovviamente, devono comunicare tra  loro e lo fanno tramite sostanze definite “messenger molecole”,  trasmettendosi importanti “istruzioni di funzionamento” per il nostro corpo.
Le principali molecole implicate in questo network di sostanze sono: neuro peptidi, citochine, ormoni, fattori di crescita.
Recenti studi stanno dimostrando che lo stato di salute è caratterizzato da un equilibrio tra le sostanze messaggere che si altera nelle malattie.
Ovviamente, dopo la scoperta delle molecole messaggere il mondo scientifico ha tentato di utilizzarle in campo terapeutico. Uno dei primi utilizzi ha riguardato l’uso dell’interferone per la cura delle epatiti virali.
Purtroppo l’uso clinico di questi che vengono definiti “farmaci biologici” è sempre stato limitato dai gravissimi effetti collaterali causati dalla somministrazione di citochine ed interleuchine a concentrazione farmacologica.

Una  nuova speranza è stata fornita dalla  Medicina Fisiologica di Regolazione. La M.F.R. si basa su un concetto di cura rivoluzionario: curare le malattie dell’organismo sfruttando le MOLECOLE MESSAGGERE  somministrate in una nuova forma farmacologica che consenta di correggere gli squilibri esistenti eliminando il pericolo degli effetti collaterali.
L’intuizione della M.F.R. consiste nell’aver trovato una modalità di ricreare i messaggi con cui comunicano le cellule del nostro corpo, dopo che ne è stato  “decodificato” il linguaggio: possiamo dire che i farmaci della Low Dose Medicine letteralmente “parlano alle cellule” e dicono loro cosa devono fare o non fare. Si tratta di  un concetto di terapia assolutamente rivoluzionario!

Per ovviare al problema degli effetti collaterali negli ultimi anni, un gruppo di medici italiani, ha messo a punto una metodica di preparazione farmacologica, la Sequential Kinetic Activation, che, partendo dalle classiche MOLECOLE MESSAGGERE,  consente di  mettere  a punto nuovi farmaci  efficaci anche con  basse dosi di principio attivo .
L’uso delle microdosi garantisce l’assenza dei gravi effetti collaterali che le MOLECOLE MESSAGGERE avrebbero ai dosaggi farmacologici standard, mentre l’attivazione con S.K.A. ne consente l’efficacia, come dimostrato in numerosi studi clinici:  è nata la Low Dose Medicine.
Si tratta di una svolta epocale che, come detto,  orgogliosamente, dobbiamo alla ricerca italiana.

La nuova metodologia di cura per molte patologie croniche è basata sulla sovrapposizione tra le Molecole Messaggere somministrate in “Low Dose S.K.A.” ed i farmaci convenzionali. Si effettua un cosiddetto  “overlapping terapeutico”, cioè una sovrapposizione terapeutica, che consente di ridurre significativamente l’uso dei farmaci chimici e, quindi, l’intossicazione del paziente.

MICOTERAPIA

Il trattamento di malattie con la Micoterapia, letteralmente sta a significare “terapia con i funghi medicinali”.
La Micoterapia ha origine nella medicina tradizionale cinese (MTC): in Asia i funghi medicinali sono impiegati con successo già da millenni per la prevenzione e il trattamento di numerose patologie.

L’utilità di questi nutraceutici risiede nel fatto che possono essere impiegati molto efficacemente come adiuvanti nella cura di malattie croniche gravi (quali neoplasie e autoimmunità) e come sistema di prevenzione.

La Micoterapia è una tecnica olistica, derivante dalla fitoterapia, che utilizza i funghi medicinali per trattare o prevenire la formazione di diverse patologie.
Lo studio dell’eziologia di una malattia è indispensabile, in questa pratica, per andare ad intervenire sulle cause che portano allo sviluppo del problema e non sul problema stesso. La medicina allopatica convenzionale è orientata al trattamento del sintomo e perde di vista l’insieme della persona. La Medicina Tradizionale Cinese rivolge invece la sua attenzione alla ricerca della causa dello squilibrio. L’approccio orientale della Micoterapia è orientato al trattamento della causa che ha provocato la malattia: la rimozione della causa porta alla riduzione e, con il tempo, alla scomparsa dei sintomi. Poiché le cause che hanno portato all’esordio di una patologia sono generalmente personali e dipendono dalla costituzione del soggetto, anche i funghi vengono utilizzati in un’ottica personalizzata che guarda, oltre alla malattia, anche le predisposizioni patologiche della persona.

A causa dell’incidenza sempre più forte di malattie croniche, i metodi di cura naturali sono nuovamente ricercati da un numero crescente di persone. I funghi medicinali contengono un vasto spettro di sostanze nutritive, la cui attività si esplica a livello fisiologico. Queste ultime sprigionano le loro attività straordinarie, purché il fungo sia utilizzato integralmente in tutta la sua composizione naturale. La somministrazione micoterapica è consigliata a medio o lungo termine. Questa pratica necessita di tempi di somministrazione sufficientemente prolungati per il superamento delle problematiche eziologiche, sanate le quali, anche i sintomi svaniscono. I funghi rilasciano, poi, sostanze tossiche che nell’immediato possono causare reazioni avverse come nausea, vomito o diarrea.
Bisogna dare il tempo al proprio corpo di abituarsi e a tollerare questo tipo di terapia. I funghi possono favorire la salute rafforzando il sistema immunitario. Le sostanze bioattive contenute al loro interno sono potenti immunostimolanti e svolgono una funzione di regolazione sia in caso di sistema immunitario iperattivo sia ipoattivo. Quando tale sistema è ipoattivo, siamo esposti a infezioni, tumori e altre malattie. Quando è iperattivo, può creare allergie e reazioni autoimmuni.

Con l’aumento della ricerca sui funghi medicinali, si è scoperto che alcuni di essi sono immunoregolatori, sostanze in grado di calmare o attivare il sistema immunitario a secondo delle specifiche circostanze. Un immunoregolatore rilassa un sistema immunitario iperattivo e ne aumenta l’attività quando è fiacco. Come immunoregolatori, i funghi favoriscono il raggiungimento di una funzione immunitaria ideale. Possono aiutare il sistema a rimanere ben sveglio e a conseguire il perfetto equilibrio tra iperattività e inefficienza.

CCSVI

Lo Studio Medico di via Bonali a Forlì, ambulatorio in cui opera regolarmente il Dott. Umberto Trecroci, mette oggi a disposizione la nuova apparecchiatura Esaote MyLab Vinco con modulo QDP per la diagnosi di CCSVI, acronimo inglese (chronic cerebrospinal venous insufficiency) per insufficienza venosa cronica cerebro-spinale, ovvero la sindrome emodinamica in cui si riscontra un anormale deflusso nelle vene extracraniche deputate al drenaggio del sangue del sistema nervoso centrale.

Questa patologia emodinamica, descritta dal Prof. Zamboni del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara, è caratterizzata dalla presenza di restringimenti multipli e malformazioni a carico delle vene (vene giugulari interne, vertebrali azygos, emiazygos, lombari) che fanno defluire il sangue dal cervello e dal midollo spinale al cuore.
Tali malformazioni delle vene extracraniche possono assumere forme diverse quali ad esempio setti endoluminali e/o valvole anomale, ipoplasia o agenesia delle valvole che possono apparire sottosviluppate e di calibro insignificante o completamente assenti, torsione di un segmento venoso attorcigliato attorno se stesso e ancora ostruzione membranosa per la presenza di una membrana anomala che occlude quasi completamente una vena.
L’Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale va quindi a creare una situazione di ipertensione venosa a livello cerebrale.

Ad oggi si pensa che queste anomalie siano principalmente congenite, sebbene siano possibili casi di lesioni post traumatiche, post trombotiche e post attiniche. In merito al trattamento della CCSVI, mediante angioplastica percutanea, in pazienti affetti da sclerosi multipla i dati pubblicati mostrano un miglioramento della circolazione venosa cerebrale ed una riduzione del numero di ricadute e di lesioni attive, nonché un miglioramento della qualità della vita dei pazienti.
In soggetti affetti da malattia progressiva questo andamento si blocca o rallenta.
Secondo quanto pubblicato,questa esperienza protratta nell’osservazione a 18 mesi è da considerare con attenzione come un trattamento efficace contro la sclerosi multipla da aggiungere ai trattamenti esistenti.

Grazie ai recenti studi condotti dal Prof. P. Zamboni e dalla sua équipe del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara è stata individuata una semeiotica atta ad indagare le vene encefaliche tramite l’esame non invasivo EcoColorDoppler per fare diagnosi di CCSVI.
Suddetto esame Eco Color Doppler venoso combinato Extracranico-Transcranico viene effettuato con Ecografo Esaote MyLab Vinco con software e sonde dedicate allo studio dei vasi venosi extracranici (vene giugulari interne e vertebrali) e transcranici (vene cerebrali profonde, seni cavernosi, seni petrosi).

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